venerdì 2 maggio 2008

Sant'Efisio

La Sardegna ha rinnovato il voto per la trecentocinquantaduesima volta. Era il 1652 e in Sardegna dilagava la peste, la popolazione stremata dalle sofferenze chiese la grazia a Sant'Efisio, ed Efisio (così come lo chiamano i sardi) liberò la Sardegna dalla malattia. Da allora la popolazione dell'intera regione onora ogni anno il voto fatto al Santo con una processione solenne. Tutti i partecipanti alla processione indossano l'abito tradizionale del proprio paese e percorrono lo stesso tragitto che condusse Efisio dalla cripta in cui era stato imprigionato verso Nora, luogo della sua morte. La processione percorre un lungo tragitto cittadino per permettere ai tantissimi fedeli di poter vedere la statua del Santo, racchiusa dentro una teca riccamente rifinita tirata da un giogo a due buoi. Durante questo tragitto i partecipanti alla processione cantano, pregano, suonano le launeddas. Prima di uscire dalla città il santo sfila davanti al Municipio: la strada viene ricoperta di petali di rosa ed erbe profumate, è "Sa ramadura" o infioratura; il sindaco e l'arcivescovo rendono onore alla statua del Santo, poi la processione prosegue verso Nora e i fedeli raccolgono i petali su cui è passato il Santo.


Efisio era nato a Gerusalemme nel III secolo D.C. sotto l'imperatore Diocleziano. Entrato nell'esercito romano iniziò a perseguitare i cristiani finchè anch'egli non venne folgorato dalla fede e si convertì. All'epoca della conversione Efisio si trovava in Sardegna, il governatore non potè tollerare che un soldato abbracciasse la fede così gli intimò di rinnegare il Cristianesimo, Efisio non lo fece e questo gli costò la vita. Prima venne rinchiuso nella cripta sottostante l'attuale chiesa a lui intitolata e torturato, poi venne deportato a Nora dove venne decapitato (303 D.C.).


1 Traccas



2 Traccas



3


4


5

6

7 Ittiri

810
Sant'Efisio

11

12

13


14


15

16

17


18


19

2021

22

232425

26


27


28


29


30


31

3233343536

38


40

41

42


43